sabato 9 giugno 2018

Contratto del "governo del cambiamento" 2018 - 22.scuola, "riforma della scuola italiana" VERSUS la rinascita della scuola della repubblica italiana - puntata n.1


22. SCUOLA (dal contratto di governo Lega-M5s 2018):
La scuola italiana ha vissuto in questi anni momenti di grave difficoltà. Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio, l’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese. La buona qualità dell’insegnamento, fin dai primi anni, rappresenta una condizione indispensabile per la corretta formazione dei nostri ragazzi. La nostra scuola dovrà essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro con fiducia. Per far ciò occorre ripartire innanzitutto dai nostri docenti. In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno delle cd. “classi pollaio”, dell’edilizia scolastica, delle graduatorie e titoli per l’insegnamento. Particolare attenzione dovrà essere posta alla questione dei diplomati magistrali e, in generale, al problema del precariato nella scuola dell’infanzia e nella primaria.  Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato e dall’altro un efficace sistema di formazione. Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio, affrontando all’origine il problema dei trasferimenti (ormai a livelli record), che non consentono un’adeguata continuità didattica. Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinato dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo superare questo strumento tanto inutile quanto dannoso. Una scuola che funzioni realmente ha bisogno di strumenti efficaci che assicurino e garantiscano l’inclusione per tutti gli alunni, con maggiore attenzione a coloro che presentano disabilità più o meno gravi, ai quali va garantito lo stesso insegnante per l’intero ciclo. Una scuola inclusiva è, inoltre, una scuola in grado di limitare la dispersione scolastica che in alcune regioni raggiunge percentuali non più accettabili. A tutti gli studenti deve essere consentito l’accesso agli studi, nel rispetto del principio di uguaglianza di tutti i cittadini. La cultura rappresenta un mondo in continua evoluzione. È necessario che anche i nostri studenti rimangano sempre al passo con le evoluzioni culturali e scientifiche, per una formazione che rappresenti uno strumento essenziale ad affrontare con fiducia il domani. Per consentire tutto ciò garantiremo ai nostri docenti una formazione continua. Intendiamo garantire la presenza all’interno delle nostre scuole di docenti preparati ai processi educativi e formativi specifici, assicurando loro la possibilità di implementare adeguate competenze nella gestione degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento. La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento. Uno strumento così delicato che non preveda alcun controllo né sulla qualità delle attività svolte né sull’attitudine che queste hanno con il ciclo di studi dello studente, non può che considerarsi dannoso.

VERSUS

la rinascita della scuola della repubblica italiana:

ELIMINAZIONE attuale ordinamento (cosìddetta "buona scuola - ex governo renzi") e, in dettaglio-aggiunta, l'ELIMINAZIONE di quanto segue:
gestione economica secondo fondi europei
concetto e denominazione di Scuola-azienda
attuale apparato burocratico-amministrativo del corpo insegnanti e para-docenti
principio di sussidiarietà
offerta formativa
libri di testo
contratto formativo
debiti
crediti
griglie di valutazione
sistema di valutazione della didattica (invalsi e similari)
dipartimenti
consigli
commissioni
gruppi di lavoro
coordinatori
funzioni-obiettivo
piani e consuntivi
didattica innovativa e flessibile
attività nuove e divertenti
progetti improvvisati
alternanza scuola-lavoro
raccordo scuola-impresa (l'occupazione non deve dipendere dall'istruzione bensì dalle scelte di politica economica)
ampliamento dell'offerta scolastica
improvvisazione innovazione didattica
il meccanismo di progressione di carriera che estende la fallimentare competitività dagli istituti agli insegnanti
esasperazione della mobilità degli insegnanti





FONDAMENTI della RINASCITA

Gestione economica secondo Costituzione Italiana

La scuola pubblica realizza il diritto allo studio garantito dallo Stato democratico

Determinazione finalità culturali e pedagogiche

Didattica severa, volta alle competenze scientifiche
Ri-formulazione apparato burocratico-amministrativo del corpo insegnanti e parascolastico
Adozione libri di testo di contenuti e rivalutati storicamente
Rivalutazione licei e istituti a carattere umanistico
Forte impulso a istituti di carattere tecnico-professionale
 

Si apra un confronto-dibattito semplice (ma non "semplicistico"), ricordando che quanto rappresentato é una traccia iniziale ma significativa.

Buon lavoro.

 

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